Parlare di alimentazione in tempo di COVID-19

Stiamo vivendo un momento molto particolare non solo per il Sistema Sanitario, ma per tutti noi, che sperimentiamo ogni giorno stravolgimenti improvvisi e inattesi nelle nostre abitudini, nei rapporti con gli altri e soprattutto nei nostri progetti, nella fiducia che riponiamo nel domani.

Il mestiere del Medico di Medicina Generale è cambiato nei mesi trascorsi dall’inizio della pandemia più di quanto non sia cambiato negli ultimi dieci, venti anni. Siamo sommersi dalle procedure e dalla burocrazia, restii al contatto fisico, messi alla prova dalla drammaticità delle situazioni in cui si trovano i nostri assistiti e i nostri amici e sappiamo che anche dall’altra parte della scrivania il vissuto è del tutto analogo.

Possiamo avere paura e continuare ad essere curiosi, possiamo sentirci preoccupati e comunque avere cura di noi, possiamo temere per il nostro futuro e investire nella nostra salute

In tutto ciò, mettersi a scrivere di corretta alimentazione sembra un’enorme perdita di tempo per me che passo già tante ore a fare segnalazioni e tamponi e un’assurda presa in giro per i pazienti terrorizzati dal contagio, magari in attesa di sapere se il collega di lavoro è positivo.

Eppure c’è una cosa in cui credo fortemente: più chiudiamo le nostre case più abbiamo bisogno di aprire le nostre menti.

Possiamo avere paura e continuare ad essere curiosi, possiamo sentirci preoccupati e comunque avere cura di noi, possiamo temere per il nostro futuro e investire nella nostra salute.

Ci sono studi interessanti che indagano la relazione tra un sano stile di vita e sintomi di COVID-19 più lievi. Meritano sicuramente un approfondimento, ma nella peggiore delle ipotesi, ovvero che siano tutte stupidaggini, ci saremo dedicati qualche attenzione in più, con l’intento di fare del bene a noi e alle nostre famiglie.

Già prima del diffondersi del virus, il Medico di Medicina Generale si trovava spesso costretto a focalizzarsi più sulla risoluzione di problemi, piccoli o grandi, che sulla salute futura delle persone.
Il desiderio di curare e di curarsi, per motivi di tempo, di risorse, di politica sanitaria, organizzativi e culturali, veniva frequentemente ridotto a minimizzare un disagio fisico, più in fretta e più facilmente possibile.

Eppure tra i compiti del Medico di Famiglia rientra anche

lo sviluppo e la diffusione della cultura sanitaria […] nei confronti dei cittadini attraverso la loro sensibilizzazione alle tematiche concernenti in particolare l’osservanza di comportamenti e stili di vita positivi per la salute“.

ACN MMG

La Medicina Generale, in questo, ha diversi assi nella manica: è gratuita, è capillare sul territorio, è accessibile, è tanto più utile quanto più porta risultati sulla salute stessa della popolazione e non se fa spendere di più ai pazienti. Paradossalmente, il fatto che le risorse destinate alla sanità siano limitate la rende una realtà in cui, incredibilmente, la persona potrebbe (dovrebbe?) non essere trattata come consumatore ma come beneficiario di un servizio.

Naturalmente, promuovere un uso etico delle risorse e un investimento sugli stili di vita più che sulla tecnologia del farmaco è così controtendenza, che a volte può portare a contrasti tra il medico e i suoi assistiti, abituati ad essere trattati, appunto, da consumatori. Non dimentichiamo poi che “diffondere la cultura sanitaria” richiede capacità, strumenti e progetti ad hoc, che non sempre sono disponibili in un batter d’occhio.

Tutto ciò sembra lontano anni luce da quello che stiamo sperimentando in questi giorni, ma non lo è. La situazione attuale ci costringe a fare i conti con il tipo di persona che siamo e il tipo di persona che vorremmo essere. Quali sono le nostre risorse personali? In cosa vale la pena investire le nostre energie? Cosa conta per noi? Facciamo abbastanza per i nostri cari? E facciamo altrettanto per noi? Oggi ho fatto qualcosa per me?

La situazione attuale ci costringe a fare i conti con il tipo di persona che siamo e il tipo di persona che vorremmo essere.

Ora, quello che ho fatto è analizzare le Linee Guida per una Sana Alimentazione (CREA) Revisione 2018, che sono disponibili a questa pagina del sito crea.gov.it.
Ho studiato il testo integrale e, per facilitarne la lettura, ho deciso di sfruttare l’originale suddivisione per argomenti per proporlo in una serie di pubblicazioni a cadenza all’incirca settimanale, a partire da novembre.

Spero che possa essere utile a chi legge, non solo per l’acquisizione di informazioni interessanti da fonti attendibili, ma soprattutto perché arrivi il messaggio che il momento per essere positivi e per fare qualcosa per sé, che sia mangiare bene o fare ciò che amiamo, è adesso.

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